l’incontro con il prof.mons.Giuseppe Cremascoli

Oggi la statistica è una scienza assai apprezzata e vi si ricorre per orientarsi nelle scelte da compiere in tanti ambiti del pensiero e della prassi. È solo un mezzo, ben s’intende, e resta sempre il dovere di muoversi con equilibrio e intelligenza nella selva dei dati che vengono via via accumulati e offerti alla riflessione. In alcuni casi, soprattutto se segnati da dolori e da drammi, si cerca una qualche consolazione notando che ora ci si impressiona perché tutto ciò che accade viene incasellato statisticamente e reso noto, mentre un tempo restava lontano e in oblio. Crimini e tragedie, cioè, imperversavano anche un tempo ma non se ne aveva notizia, e una sorta di beata ignoranza nascondeva il problema e gli interrogativi da cui, invece, ora siamo trafitti.
Non so cosa pensare, ma – sinceramente – non vedo in tutto ciò motivi di grande conforto, e, anzi, mi sembra impossibile superare la sensazione che ci si trovi, oggi, di fronte a un’emergenza. L’ascolto dei notiziari televisivi e la lettura dei giornali documentano con martellante insistenza cose terribili riguardo a crimini compiuti con efferatezza inaudita, persino all’interno di un mondo che dovrebbe essere illuminato dal supremo degli affetti, quello, cioè, che la natura fa nascere tra madri e figli. Ciò che colpisce, in tali crimini, è che spesso essi hanno nello sfondo tragedie di affetti spezzati, erosi dal logorio della quotidianità e dal potere devastante di pensieri che finiscono col rendere ogni cosa sempre più vuota e meschina. Le forze, allora, vengono meno e la disperazione ingigantisce già al sorgere delle prime difficoltà.
L’aumento vertiginoso dei gesti dettati da una follia che non arretra neppure di fronte al crimine, non può, allora, eludere certi interrogativi. Quali sono gli errori in cui siamo caduti? Ci sono convinzioni diffuse e ingannevoli di cui non riusciamo o non vogliamo renderci consapevoli? Per proporre qualche rimedio, tento un aggancio con categorie di cultura giunte a noi da mondi lontani, dai quali ci siamo staccati per errore e a nostro danno. Il grande Orazio, maestro di spicciola e ammirevole saggezza, ci ha lasciato questa splendida esortazione, che cito in latino, perché il testo è di cristallina chiarezza: «Aequam memento rebus in arduis / servare mentem». C’è, dunque, una rettitudine (aequitas) della mente, che va custodita soprattutto quando ci si trova in situazioni ardue e incombono le difficoltà.
Tutto ciò richiede sforzo, capacità di rinuncia, disponibilità ad accontentarsi del poco anche quando il sogno si spinge ben più in alto, e, persino, il buon senso di lasciar perdere e di rassegnarsi di fronte all’irrimediabile. A scrivere di queste cose si passa da cretini e mi chiedo se anche per Orazio le cose siano andate così. Ma, di grazia, cosa avviene quando non se ne coglie il monito a mantenere aequam mentem, cioè la testa a posto? Ed è mai possibile che, nell’assalto delle cose ardue, non ci si accorga che l’onda sale, quando gli occhi dello spirito sono come colpiti da nebbia e ciò che è estremo e folle assume sempre più la forza di attirare nei gorghi?
La tradizione cristiana offre aiuti preziosissimi per star lontano dai pericoli e dagli abissi, ma si sa che da quasi tutte le cattedre dei più celebrati maîtres à penser spuntano in ogni angolo sorrisini di compassione quando il discorso si imposta così. Del resto occorre precisare che il richiamo alla fede cristiana deve essere compiuto cogliendone l’essenza, senza gironzolare nei viottoli e nelle zone di periferia. Occorre, cioè, proclamare con fermezza che la aequitas mentis va chiesta con supplica costante alla pietà di Dio e alla sua misericordia, con l’anima pronta a ricevere la grazia donata dal Salvatore. È meglio essere chiari parlando delle cose divine. A coglierne il senso ci aiuti l’Onnipotente, diradando le tenebre che sono in noi.
Giuseppe Cremascoli

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...