OGGI: alle 13 mi ha telefonato Gregorio III,giunto a Roma per la beatificazione di Giovanni Paolo II.

L’ho sentito molto preoccupato e addolorato per la situazione in Siria .

Stera leggo sull’Agenzia ANSA quanto segue:

– ROMA, 29 APR – “Spero che contro la Siria non
sia brandita la spada delle sanzioni, che nel mondo arabo sono
sinonimo di colonizzazione e fomentano l’odio contro
l’Occidente”. È l’auspicio di Gregorio III Laham, patriarca di
Antiochia e di tutto l’Oriente della Chiesa greco melchita
cattolica, che oggi ha incontrato i giornalisti a Roma per
parlare anche della situazione nel Paese e nel Medio Oriente.
“D’altra parte – ha osservato, dicendo di avere scritto alle
autorità dei Paesi Ue e del Nordamerica – le sanzioni non
colpirebbero il denaro che ha già in tasca il presidente Assad,
a soffrirne sarebbe il popolo”.
   Gregorio III, a Roma per la beatificazione di Giovanni Paolo
II e ospite della centro culturale che fa capo alla Basilica di
Santa Maria in Cosmedin, ha detto di non potersi esprimere sul
numero dei morti (circa 500, secondo i dati di organizzazioni
per i diritti umani) e ancora non aveva avuto notizia delle
decine di vittime che vi sarebbero state anche oggi a Deraa.
“Non so, in questi casi è difficile sapere la verità – ha
osservato – ma se i morti sono 500 almeno cento sono quelli tra
le forze dell’ordine, colpite anche quando non usavano le armi”
e che hanno avuto ordine di non sparare contro i civili.
   Le manifestazioni in Siria sono “legittime” quando sono
contro “le limitazioni della libertà, gli eccessi delle forze
di sicurezza, il potere assoluto sulla gente”, ha osservato
ancora il Patriarca. Ma il movimento, ha anche rilevato, “non
è quello di massa che abbiamo visto in Egitto”, dove si
muoveva come un solo uomo. A suo avviso in Siria è formato da
gruppi diversi e isolati, fra i quali agiscono “provocatori
individuali” che si nascondono “tra la gente che vuole la
libertà”, mirano “a spingere le forze armate a uccidere per
dare un’immagine falsa di quanto accade” e rischiano di creare
“un caos come in Iraq”. “È il caos quello che temiamo, non
la contrapposizione tra musulmani e cristiani”, che in Siria
“non sono in pericolo” e hanno più libertà che altrove.
Da dove vengono questi provocatori? “Forse dai nemici del
regime – ha risposto – da un Paese vicino, forse Israele ma
anche un Paese arabo”. Del resto dai Paesi arabi, ha
proseguito, “mi aspettavo solidarietà con il regime”.
   Gregorio III ha infatti un’opinione positiva del presidente
Bashar al Assad, che distingue dal ristretto gruppo che detiene
il potere, e giudica “integro” e “intelligente”. Anche se,
aggiunge, “avrei preferito che assicurasse elezioni veramente
libere per il 2014”, alla scadenza del suo mandato.
   Quanto ai Fratelli Musulmani, e ad un loro ruolo nelle
proteste, “sono un fenomeno che non sparirà mai dal mondo
arabo” e dall’Islam, che oscilla sempre, ha evidenziato, “tra
tendenza al ritorno al passato e quella progE i cristiani d’Oriente, ha sottolineato, devono “aiutare il
mondo arabo ad andare avanti nell’Islam”, facendo prevalere la
seconda e il principio della separazione tra religione e Stato.
E la Siria, già più avanzata su diversi fronti rispetto ad
altri Paesi dell’area, “può essere un modello laico – ha
concluso – per tutto il mondo arabo”. (ANSAmed).

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