l’umanità sofferente in cammino con l’Uomo della Croce

  Sulla strada della Croce , l’umanità sofferente con Gesù un cordiale  saluto a tutti : che il Signore ricolmi della sua grazia e della sua pace  tutti voi che avete partecipato  a codesto cammino della Croce  condividendo   riflessioni ,  preghiere e canti .

 Siete stati una bellissima immagine della Chiesa in cammino : davvero molto denso   questo annuale evento comunitario del Vicariato di Codogno .

CARISSIMI, non occorre aver fatto studi speciali di sociologia  per comprendere  i molteplici disagi  in cui versa la  nostra gente per la globale crisi  morale ed economica.

Inoltre siamo tutti  turbati  sconvolti  per  i  frequenti drammatici eventi naturali  che  generano vittime innocenti  e distruggono intere città  anche  in paesi all’avanguardia  nello sviluppo tecnologico e scientifico.

Siamo in questi ultimi  mesi toccati dalle sanguinose rivolte di popoli alla ricerca di    una vita  ove siano salvaguardati  i diritti  inerenti alla dignità della persona umana …e questi  popoli   appartengono non solo  all’Africa settentrionale ,ma si vanno moltiplicando nelle più svariate regioni del mondo, generando una  inarrestabile emigrazione, di cui siamo solo agli inizi , nonostante , nonostante  i grandi pericoli che trovano  sul suo   cammino

 come  i frequenti naufragi nel mediterraneo  dove hanno  trovato la morte

anche tanti bambini ,  mamme e molti giovani  oppure  la negata accoglienza  di alcuni popoli dell’Europa che non sembrano  si ricordino  delle proprie radici cristiane

E allora ci domandiamo,  qual’ è la risposta  della nostra Fede cristiana ?

Esiste un rapporto tra le sofferenze nostre  e la passione di Cristo ?

Quale relazione fra il suo  dolore  e il dolore umano ?

 Bisogna ricordare che Gesù è il Figlio dell’uomo:

 LUI STESSO si è chiamato e definito così.

Lui è il Primogenito della nuova  umanità, per questo

 Gesù è in relazione con ogni creatura, e quindi Gesù è in rapporto con chiunque soffre. E lo è, anzitutto perché è il primo dei sofferenti:  Egli porta in se stesso il primato del dolore, ed è al centro di questo regno desolato della sofferenza umana. Lo ha detto esplicitamente.

Allorché sarò sollevato in alto, io attrarrò ogni cosa a me”.

Questa sera , qui convenuti con i vostri Pastori, vi sentite più che mai la Chiesa di G.Cristo.

 Riflettendo  alla grande molteplicità delle angosce umane, la nostra attenzione  si ferma su una prima categoria di sofferenti, che ci aumenta la ripugnanza e  rende più profondo il mistero del dolore.

Penso al dolore innocente.  Chi non ha mai provato un senso di interiore ribellione  e profonda sofferenza  davanti  a bambini, colpiti  da  malattie ed infelicità,  non meritate, non previste .Quante volte abbiamo  chiesto  nel segreto del nostro cuore …Signore perché  tutto questo ?

 Eppure,   il dolore innocente, nella luce  della fede cristiana ha un perchè  e lo troviamo , se appena riusciamo ad incrociare il nostro sguardo con l’Uomo della Croce .

 Cristo era il perfetto innocente.

 E’ l’Agnello,di Dio, la Vittima, e perciò ha potuto salvare il mondo. In questa luce  gli innocenti , segnati dal dolore  sono i più vicini al sacrificio di Cristo unico salvatore dell’umanità.  

Ma il nostro sguardo si volge  anche  alle  sofferenze  comuni della vita quotidiana, della famiglia, delle esistenze pesanti, povere. Tutti  conosciamo che cosa è la fatica umana ancor oggi, ove si aggiunge spesso  la mancanza di riconoscimenti  adeguati, che cosa è l’insicurezza  e l’insufficienza del pane…  i tanti giovani impossibilitati a progettare il loro futuro  insieme ad innumerevoli genitori in situazioni ormai di  non poter rispondere alle esigente delle loro famiglie  per la chiusura di tanti luoghi di lavoro..

Ma ,infine, permettetemi un cenno alla situazione di tanti nostri fratelli di fede cristiana,    vittime di una spietata  persecuzione  . La loro  coscienza è intimidita da continue minacce e pericoli per cui anche nella Terra santa  la presenza dei cristiani va sempre più diminuendo .Il pericolo  dell’esaurimento potrebbe essere fatale come già è avvenuto nella cristianissima Cappadocia con le sue 100 chiese rupestri  ormai mete solo di itinerari turistici senza la presente di un un cristiano.senza la celebrazione di una messa Vorremmo che questi – sapessero che noi preghiamo per loro; condividiamo  la loro sofferenza, e vorremmo infondere, perché la nostra spirituale vicinanza  generi in loro una speranza di giorni migliori.

Don Virginio

 

 
   
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