4° domenica di quaresima

 Ho la fortuna di trascorrere la mia vita all’Eremo sotto l’argine del grande Fiume: lì ci sono le mie radici insieme ad un ambiente che mi aiuta ad incontrare il Signore.. Con gli “ amici della Terra Santa” condivido i tempi di preghiera , lasciandoci guidare dalla liturgia sobria e pungente, dai lunghi tempi di silenzio e dalla bellezza disarmante del paesaggio padano

 

Leggendo il brano di Giovanni che la liturgia ci propone in questa  domenica del percorso quaresimale,  ci è venuto spontaneo pensare che per quel cieco Gesù abbia sognato uno sguardo  pulito, limpido, c istallino.

Per leggere correttamente il brano del cieco nato, penso sia importante chiarire che qui si sta parlando di noi9, presenti alla s.Messa, e non degli altri.

CIASCUNO DI NOI DAVANTI ALLA PAROLA DI DIO  dovrebbe avere il coraggio di dire al Signore:


“Io sono quel cieco.”
>Io che leggo e mi faccio raggiungere da questa Parola sono quel cieco.
>Io che continuo a sbattere nel buio delle mie tristezze ammuffite e non accetto di aprire porte e finestre per far entrare la Sua luce.
>Io che sto per annegare nelle mie fatiche e continuo a pretendere di salvarmi tirandomi su per i capelli, piuttosto che chiedere aiuto.
>Io, se ho il coraggio della verità, sono quel cieco che si lascia guarire.

Strano gesto quello di Gesù: “sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco” .

>>> E’ il fango della nuova creazione, fatto con la terra e il respiro stesso del Figlio di Dio.

 

>>>C’è un nuovo impasto, un compimento, una perfezione riportata all’origine della sua bellezza.

 

Ma la cosa straordinaria è che questo gesto non guarisce il cieco all’istante!

L’opera di Gesù non è magica o automatica, ma richiede la partecipazione attiva del cieco:

“Và a lavarti nella piscina di Sìloe” .


Nelle mani di Gesù non siamo dei burattini invertebrati da pilotare e manovrare.

>>La fede non nasce da una semplice reazione chimica tra la sua grazia e mia miseria.

>>C’è bisogno di una risposta libera al progetto liberante di Dio.

<<Se il cieco non avesse accettato di correre alla piscina di Sìloe per lavarsi, sarebbe stato solo un cieco con gli occhi pieni di fango!

Allora coraggio, cari amici!

>>>>> Lasciamo che la potenza della Parola strappi la cecità ai nostri occhi.

>>>>>Lasciamo che la luce di Cristo illumini l’ombra che ci abita, schiarisca le nebbie delle nostre mediocrità.

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