Il Patriarca maronita cattolico a 92 anni ha dato le dimissioni

Il Libano del dopo Sfeir attende un patriarca di pace e unità
di Fady Noun
Dopo la rinuncia del card. Sfeir alla sede patriarcale, fonti di AsiaNews prevedono l’elezione di un successore nei prossimi 10 giorni. Il nuovo patriarca dovrà riunire la Chiesa maronita e affrontare i cambiamenti in corso nel mondo islamico. La divisione dei cristiani e il loro esodo dal Medio oriente fra i problemi più urgenti. Il Papa accetta la rinuncia del Patriarca e lo elogia per la sua fedeltà alla Chiesa e per aver traghettato il Libano verso la pace dopo 15 anni di guerra civile.

Beirut (AsiaNews) – “Dio, nel suo amore insondabile, l’ha modellata e contraddistinta con il proprio segno indelebile per una particolare elezione al suo servizio (…) Lei ha scelto di rinunciare all’ufficio di Patriarca di Antiochia dei Maroniti in questa circostanza molto particolare. Ora accetto la sua decisione libera e generosa, che è espressione di grande umiltà e profondo distacco. Sono certo che accompagnerà sempre il cammino della Chiesa maronita con la sua preghiera, il suo saggio consiglio e i sacrifici”.

Con queste parole di lode e commozione Papa Benedetto XVI ha accettato lo scorso 26 febbraio la domanda fatta alcuni mesi dal Patriarca maronita Nasrallah Boutros Sfeir, nella quale esprimeva il desiderio di concludere il suo ministero pastorale come patriarca.

Di ritorno a Beirut, dopo aver presieduto alla cerimonia di installazione della statua di San Marone nell’ultima nicchia vuota della facciata nord della basilica di S. Pietro, il patriarca ha fatto capire, indirettamente, che il patriarcato maronita non resterà vacante a lungo. La data di convocazione del conclave della Chiesa maronita per l’elezione di un nuovo patriarca si attende da un giorno all’altro. Ciò al fine di approfittare della presenza a Roma dei vescovi maroniti di tutto il mondo, quaranta circa, ed evitare a molti di loro un lungo, faticoso e costoso viaggio verso il Libano.

Secondo il Codice di diritto canonico delle Chiese orientali, l’elezione di un  nuovo patriarca deve essere fatta entro un periodo di due mesi. Ma la Chiesa maronita preferisce guadagnare tempo. Il Conclave per l’elezione di un nuovo patriarca si terrà, secondo le stime,  entro una decina di giorni al massimo.  Esso sarà presieduto dal vescovo da più tempo in carica, la seduta avverrà senza interruzioni; si prevedono tre turni al giorno fino all’elezione. In caso di parità, il Codice prevede la possibilità di un intervento della Santa Sede.

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