CHUN JIE : capodanno cinese dell’anno del Coniglio

 

Siamo giunti al  CHUN JIE , il  Capodanno cinese  che dà inizio all’ANNO DEL CONIGLIUO, animale simbolo della  serenità , chiamato anche «festa di Primavera»  è tra le ricorrenze dell’Impero Celeste più sentite.

La festa si trascorre in famiglia, con scambio di regali e cenone. La festa durerà due settimane, con scuole e uffici che resteranno chiusi e culminerà con la Festa delle Lanterne, quando ogni cinese girerà per la città tenendo in mano lanterne colorate e ponendo candele alle finestre delle case, per guidare gli spiriti benevoli.

 La sera del 2 febbraio  si trascorrerà in gran parte seduti a tavola, ad affrontare le dodici portate che corrispondono ai dodici animali dello zodiaco cinese, preparati in famiglia, giovani e non, tutti insieme, in armonia. Le entrate delle abitazioni saranno adornate da decorazioni di carta che rappresentano l’ideogramma «fu» e il doppio «gao» che, appesi al contrario, esprimono l’augurio e la speranza di ottenere fortuna, ricchezza e felicità nell’anno nuovo. Lo scoccare della mezzanotte verrà salutato con il suono di una campana, e poi petardi in strada.

 Secondo  l’antichissima cultura cinese  il coniglio rappresenta la primavera, quando le piante e gli alberi fioriscono. Rappresenta la gioventù, il movimento e l’attività. Da aspettarsi, assicurano gli esperti, un anno con nuovi movimenti di gente giovane e un maggior numero di giovani che chiedono cambiamenti, anche in politica. L’animale è anche associato al romanticismo, e l’anno del Coniglio «sarà un anno di affari romantici». Su Internet è stato lanciato il «saluto del coniglio», che consiste nel congiungere le mani intrecciando le dita e alzando i pollici in un’imitazione delle orecchie dell’animale dell’anno. E se il calendario astrologico ci avverte che i nati sotto il segno del Coniglio sono timidi, riservati, intuitivi e intellettuali, baciati dalla fortuna, soprattutto finanziariamente, le cronache informano che in Cina, nelle scorse settimane, si è scatenata la corsa all’acquisto di conigli come animali da compagnia.

Nelle mie due visite in Cina , ho avuto modo di crescere la mia stima verso la cultura cinese e la capacità dei Cinesi di coltivare vere amicizie.

Ho potuto visitare la realtà della  Chiesa “patriottica”.

Non dimenticherò mai quello che un giovane vescovo “scismatico ” mi disse..” vedi , il P apa di Roma sa che in Cina non ci sono le Catacombe e quindi le nostre scelte sono indispensabili per conservare una presenza cristiana in questo immenso Paese .”

A volte…. dai tavolini…si fa in fretta a buttare giudizi……

Occorre  vivere in prim a persona certe situazioni.

Voglio inviare  agli amici che ho a Canton e a Pechino gli auguri più sentiti.

Gli stessi invio a tutti i Cinesi immigrati in Italia, perché sappiano, nel rispetto delle nostre leggi, inserirsi nel nostro tessuto umano

mons. Virginio

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