LA PAROLA DI DIO NELLA IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
DON ROBERTO  RIFLETTE COSI’:
Ci siamo lasciati sulle rive del lago. I neo-discepoli hanno ancora tra le mani callose le reti della pesca, sulla pelle il morso del sale e nelle orecchie la Parola di Gesù: “Seguitemi”. Hanno lasciato tutto e si sono messi camminare dietro a Lui. Intanto la fama del Rabbì di Nazareth cresce sempre di più e supera i confini della Galilea. In molti lo cercano, affascinati dalla sua persona o solo per essere guariti.
In pochi versetti l’evangelista Matteo ci propone un salto impegnativo: dal lago di Galilea al monte delle Beatitudini. Gesù, come il nuovo Mosè, sale sul monte per dare compimento alle attese. Le folle lo seguono. Lui si siede e insegna.
Il brano delle Beatitudini, che è considerato il cuore del messaggio di Gesù, è una cannonata sul torpore delle nostre accomodanti ricerche di sicurezze, di potere, di comando, di ricchezza…
Diciamocelo francamente: per noi chi sono i “beati”, i realizzati, i felici? Sono quelli con la macchina sportiva e la casa al mare; sono quelli con un posto di lavoro che conta e un sacco di amici influenti; sono quelle con il marito premuroso e fedele che è pure capace di svuotare la lavatrice e stendere i panni; sono quelli che riescono a fare gli esami in università e intanto trovano pure il tempo per allenarsi a calcio, stare con la morosa, andare al cinema e prendono pure 30. Questi per noi sono i beati!
Ma Gesù sembra di un altro parere. I beati sono i poveri in spirito, gli afflitti, gli affamati di giustizia, i perseguitati… E sì cari amici: questo è il Vangelo! Questa è la buona notizia! Se Gesù avesse detto che beati sono i ricchi, i sani, i belli, i forti,… che novità ci sarebbe stata?
Le beatitudini di Gesù sono una promessa che si compie nel momento in cui non ti metti a gareggiare con le presunte felicità del mondo, ma scegli il Vangelo e la sua logica. Tutti ti chiedono di essere aggressivo per scalare le vette della carriera? Costruisci pace. Sei provocato dalla violenza che ti circonda? Rimani mite. Ti senti l’unico fesso del pianeta che fa tutte le cose in regola senza evadere da nessuna parte? Cerca la giustizia. Ti senti guardato come un soprammobile da sacrestia perché vai tutte le domeniche a Messa? Regala un sorriso.
E’ molto importante sottolineare che Matteo ci fa leggere questo testo a pochi versetti di distanza dal brano della scorsa settimana. Le Beatitudini non sono solo un ritratto del discepolo ideale, ma prima di tutto sono un ritratto di Gesù! Lui è il povero in spirito, l’afflitto, l’affamato, il mite, il perseguitato, il misericordioso, il puro di cuore e l’operatore di pace. Al “Seguitemi” della scorsa settimana, viene subito affiancato un ritratto ben preciso: quello di Cristo. Ora è chiaro, non si scappa: ecco chi devono seguire.
Alle porte della Quaresima la Parola ci porta a guardarci dentro senza fare sconti stagionali e a chiederci verso quale felicità siamo incamminati: quella delle gioie sbrodolanti del mondo o quella delle beatitudini faticose e stupende di Gesù di Nazareth?

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